Per anni gonfiore addominale, meteorismo, digestione difficile o alternanza tra diarrea e stipsi sono stati considerati disturbi comuni, quasi inevitabili. Oggi però i dati raccontano una realtà diversa: ciò che è frequente non significa necessariamente normale.
Le più recenti osservazioni cliniche mostrano che oltre il 60% delle persone con sintomi intestinali persistenti presenta segni di disbiosi, cioè uno squilibrio del microbiota. In una percentuale che oscilla tra il 20 e il 25% emerge invece un quadro compatibile con SIFO, la sovracrescita fungina dell’intestino tenue, spesso legata alla Candida. Numeri che stanno cambiando il modo di interpretare molti disturbi digestivi cronici.
Il dottor Riccardo Annibali, medico chirurgo specializzato in gastroenterologia e proctologia, affronta quotidianamente questa problematica partendo non solo dai sintomi, ma da un’analisi clinica approfondita. Lo studio comprende valutazioni del microbiota, marker infiammatori, calprotectina, zonulina e test specifici per la Candida, utili per distinguere quando il fungo è un semplice ospite dell’organismo e quando diventa invece un invasore.
Durante gli esami endoscopici — spiega — i batteri non sono visibili, ma la Candida può comparire sotto forma di patine biancastre e filamenti che colonizzano la mucosa intestinale, segno di un equilibrio alterato.
Un approccio terapeutico graduale e strutturato
Il protocollo seguito è sequenziale e mira prima a ridurre il terreno favorevole alla proliferazione fungina. La prima fase prevede una dieta temporaneamente restrittiva, priva di latticini, glutine, riso, mais, zuccheri e carboidrati altamente fermentabili. Si tratta di un’alimentazione a basso contenuto di FODMAP, pensata per sottrarre nutrimento ai lieviti intestinali.
Segue una terapia antifungina mirata della durata di 7–10 giorni, con l’obiettivo di ridurre rapidamente la carica micotica. Successivamente si passa a una fase di mantenimento più delicata ma costante, basata su oli essenziali micro-incapsulati e probiotici selezionati per ristabilire l’equilibrio del microbiota e la funzionalità della barriera intestinale.


