L’immissione di acqua nell’intestino è utile non solo in caso di stipsi. Il benessere del microbiota aiuta a prevenire micosi, asma, acne e irritabilità
Il benessere dell’intestino è fondamentale per l’equilibrio dell’intero organismo, sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Le ricerche più recenti in ambito neurofisiologico, sviluppate a partire dagli studi del neurogastroenterologo americano Michael D. Gershon, hanno evidenziato che i villi intestinali producono circa il 95% della serotonina circolante. La serotonina, conosciuta come “ormone del benessere”, è il neurotrasmettitore che favorisce vitalità, energia e buon tono dell’umore. È dimostrato che ansia e stress riducono la sua produzione, causando anche dolori addominali. Lo stesso effetto può essere provocato dall’abuso di farmaci (in particolare antibiotici), dal consumo di alcool, spezie e alimenti troppo raffinati, salati, grassi o zuccherini, tutti elementi che favoriscono l’infiammazione del microbiota intestinale.
Il microbiota – un tempo definito flora batterica – è un complesso ecosistema di microrganismi che popolano l’intestino e ne regolano il corretto funzionamento. Quando è infiammato, può causare malessere generale, stanchezza, irritabilità e diversi disturbi della salute. Intestino e cervello interagiscono costantemente: secondo i dati raccolti da Gershon, il colon risulta essere il tratto più dinamico in questo scambio, generando circa il 90% dei “messaggi” ormonali inviati all’encefalo.
Come prepararsi e come si svolge la seduta di idrocolonterapia
L’idrocolonterapia consente una pulizia dolce e profonda dell’intestino attraverso un delicato “massaggio” idrico ottenuto alternando fasi di riempimento e svuotamento del colon con acqua tiepida. Nei tre giorni precedenti la seduta è consigliato bere molta acqua ed eventualmente assumere sostanze naturali che favoriscano l’ammorbidimento delle feci. In molti casi vengono prescritti fermenti lattici (probiotici), da assumere nuovamente dopo il trattamento insieme a vitamine e oligoelementi.
Il trattamento viene effettuato con un piccolo anoscopio introdotto nel retto senza provocare dolore, mentre il paziente è sdraiato sul lettino. L’apparecchiatura utilizza due condotti: uno per l’ingresso dell’acqua filtrata e uno per la fuoriuscita del liquido con le scorie. Pressione e temperatura dell’acqua sono regolate dall’operatore, e il sistema è dotato di un manometro che impedisce alla pressione di superare i 150 millibar, soglia di sicurezza equivalente a quella di un normale clistere. L’intera procedura dura mediamente 40-45 minuti e termina quando l’acqua espulsa risulta completamente limpida.
Attualmente l’idrocolonterapia non è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale; il costo di una seduta varia tra i 70 e i 150 euro.
Il ruolo del colon
Il colon, lungo circa un metro e mezzo, riceve il chimo – ovvero il cibo già digerito – e ne completa la lavorazione. Nel colon ascendente e trasverso avviene l’assorbimento di acqua e sodio, mentre le porzioni discendente e sigmoidea spingono la massa fecale verso il retto. Inoltre, il colon svolge una funzione di barriera immunitaria grazie alla presenza di miliardi di batteri benefici e anticorpi che impediscono la penetrazione di agenti patogeni.
Quando il colon non funziona correttamente e le scorie ristagnano, le pareti intestinali si infiammano e le tossine possono passare nel circolo sanguigno, diffondendosi nell’organismo e dando origine a un processo di autointossicazione (tossiemia).
Una pratica antica perfezionata in chiave moderna
L’idrocolonterapia, oggi utilizzata come lavaggio intestinale profondo con sola acqua, ha origini antiche: era già praticata da Egizi, Greci e Romani attraverso rudimentali clisteri con oli ed erbe. Oggi è un trattamento perfezionato che mira a eliminare tossine, favorire la peristalsi e ripristinare il corretto equilibrio del microbiota.
Sedentarietà, dieta povera di fibre e ricca di carboidrati raffinati, stress e infiammazione cronica favoriscono la disbiosi, una crescita anomala di microrganismi potenzialmente patogeni che genera processi di fermentazione o putrefazione nell’intestino e peggiora i sintomi.
Sintomi della disbiosi
Oltre a costipazione e stitichezza, la disbiosi può manifestarsi con:
- gonfiore e rallentamento del transito intestinale
- produzione eccessiva di gas e flatulenza
- micosi perianali, vaginali o cutanee
- affaticamento, irritabilità e invecchiamento precoce dei tessuti
- disturbi cutanei
- alterazioni ormonali
- dolori articolari e allergie
L’infiammazione intestinale compromette anche il sistema immunitario, poiché la mucosa del colon ospita macrofagi, linfociti e immunoglobuline che costituiscono una barriera fondamentale contro virus e tossine.
Controindicazioni
Prima di iniziare un ciclo di idrocolonterapia è necessario sottoporsi a una valutazione medica. La procedura è sconsigliata in caso di:
- patologie cardiache gravi
- tumori del colon-retto
- colite ulcerosa attiva
- diverticolite o morbo di Crohn in fase acuta
- emorroidi o ragadi anali
- insufficienza renale
- ernie inguinali voluminose
- gravidanza avanzata
Se non esistono controindicazioni, il trattamento è adatto a tutte le età, dai bambini agli anziani, ed è utile per stitichezza cronica, colon irritabile, distensione addominale, difficoltà digestive, micosi rettali e vaginali, infezioni ginecologiche ricorrenti, asma bronchiale, acne, alcuni tipi di cefalea ed eczemi da disbiosi.
Un’ampia casistica britannica ne ha evidenziato i benefici anche in alcune aritmie cardiache, probabilmente collegate all’infiammazione del colon. L’ICT è sempre più utilizzata anche come preparazione a esami diagnostici quali colonscopia, clisma opaco e rettosigmoidoscopia.
Quante sedute sono necessarie
La frequenza dipende dalle condizioni del colon e dagli obiettivi:
- Colon molto infiammato o intasato: 4-6 irrigazioni settimanali o bisettimanali, seguite da una seduta mensile di mantenimento.
- Finalità preventive e benessere generale: due sedute a ogni cambio di stagione, a distanza di una settimana l’una dall’altra (primavera e autunno).
Quando le scorie ristagnano nell’intestino
Il ristagno delle scorie provoca infiammazione delle pareti intestinali e avvia un processo di intossicazione che può ripercuotersi sull’intero organismo.


