Un fastidioso prurito e un forte bruciore intimo: spesso è colpa della vaginite da Candida albicans, un fungo che prende il nome proprio dal colore biancastro delle perdite che accompagnano questo disturbo.
L’infezione alla vagina, però, è soltanto la forma più nota di candidiasi: poiché la Candida trova il suo terreno favorevole di crescita nelle mucose dell’organismo, può provocare infezioni all’intestino, nella zona anale e nelle mucose della bocca.
Da studi recenti, inoltre, sembra che un’eccessiva proliferazione della Candida provochi anche sintomi neurologici, come depressione, irritabilità e stanchezza.
A cura di Roberta Raviolo.
Con la consulenza del dottor Riccardo Annibali, proctologo ed esperto di medicina olistica, e del dottor Gianalfredo Franzoni, ostetrico-ginecologo presso la Casa di cura S. Pio X di Milano.
Nell’intestino di una persona sana convivono oltre 400 specie differenti di microrganismi – tra cui il fungo Candida albicans – che costituiscono la cosiddetta flora intestinale o flora batterica. Si tratta di un vero e proprio esercito di organismi unicellulari che partecipano a numerosi processi naturali: la produzione di vitamine, come la K, la B1 e la B6; la digestione e l’assimilazione delle sostanze contenute negli alimenti che ingeriamo; la degradazione e l’eliminazione dei prodotti di scarto del nostro organismo.
Quando cresce la Candida, cambia forma
L’eccessivo accrescimento di questi parassiti intestinali interferisce con l’assorbimento e il metabolismo delle sostanze nutrienti – aminoacidi, vitamine e minerali – fondamentali per la formazione di cellule, ormoni e tessuti e per il mantenimento dell’equilibrio dell’organismo.
Quando prolifera, la Candida cambia forma: dalla struttura tondeggiante iniziale può sviluppare dei filamenti, chiamati “ife”, così sottili da consentire al fungo di attraversare le pareti dell’intestino, predisponendo l’organismo a vere e proprie infezioni.
In questo modo, le tossine prodotte dalla Candida possono circolare liberamente e raggiungere tutte le parti del corpo, causando numerose infezioni. Le più comuni interessano l’apparato riproduttore femminile, la regione anale e perianale, l’intestino e la bocca.
La Candida, infatti, trova nell’ambiente caldo e umido del tubo digerente, della bocca, dell’ano e della vagina un luogo ideale per la crescita e lo sviluppo.
Come si riproduce la Candida
La famiglia dei funghi (o miceti) comprende microrganismi unicellulari, cioè formati da una sola cellula, con dimensioni comprese tra i 4 e i 6 micron (millesimi di millimetro). Questi organismi si sviluppano in ambienti a pH acido e ricchi di zuccheri e amidi.
Si riproducono per scissione, ovvero mediante semplice divisione cellulare, e possiedono enzimi in grado di convertire gli zuccheri in alcol. Questo processo, chiamato “fermentazione”, determina il rilascio di anidride carbonica sotto forma di gas.
I funghi sono presenti nel terreno e nell’aria e vengono utilizzati anche nelle attività di fermentazione, come la produzione del vino, o nella lievitazione del pane.
La Candida albicans è un fungo che vive normalmente nel nostro organismo: si trova nelle mucose dell’intestino, della vagina e dei bronchi. In condizioni di buona salute non provoca alcun disturbo; quando l’equilibrio dell’organismo si altera o si indebolisce, però, può moltiplicarsi e causare fastidiose manifestazioni.
Le condizioni che favoriscono l’infezione da Candida
Un organismo con un metabolismo equilibrato non può essere facilmente attaccato dalla Candida. Esiste tuttavia una serie di circostanze che favoriscono l’indebolimento dell’organismo e, di conseguenza, la proliferazione di questo fungo. Ecco le principali.
Troppi zuccheri nella dieta
È stato osservato che la maggior parte delle persone che manifesta disturbi legati a un’eccessiva proliferazione della Candida segue un’alimentazione molto ricca di zuccheri. La Candida, infatti, si nutre di zuccheri in forma di glucosio o amidi: queste sostanze vengono digerite da specifici enzimi, responsabili di processi chimici che da una parte generano energia e dall’altra producono alcol e anidride carbonica.
Lo zucchero può essere assunto in forma semplice oppure attraverso alimenti che ne contengono quantità elevate, come biscotti, cioccolato, marmellate, oltre a pane, pasta e frutta. Anche gli alcolici – in particolare birra e superalcolici – presentano un’elevata concentrazione di zuccheri e rappresentano un ulteriore fattore di rischio per la candidiasi.
Le persone che soffrono di diabete, avendo livelli elevati di zuccheri nel sangue, risultano maggiormente esposte a un’infezione da Candida.
Non va inoltre dimenticato che chi segue un’alimentazione squilibrata, troppo ricca di zuccheri, tende spesso a introdurre quantità insufficienti di vitamine e minerali, elementi essenziali per mantenere un corretto equilibrio di nutrienti all’interno dell’organismo.
Alcuni farmaci
Nel corso di questo secolo sono entrati in uso farmaci – come antibiotici e chemioterapici – che, se da un lato hanno portato una svolta fondamentale nel trattamento delle malattie provocate da batteri e tumori, dall’altro hanno contribuito in modo significativo alla diffusione della candidiasi.
Questi medicinali, infatti, oltre a eliminare il microrganismo responsabile della malattia (bronchite, polmonite e così via), indeboliscono la flora batterica, mentre risultano del tutto inefficaci contro la Candida. In tal modo, eliminando i batteri “buoni”, la terapia antibiotica agevola la proliferazione della Candida, che non deve più competere con altri microrganismi per il nutrimento e per lo spazio vitale.
La Candida, inoltre, si nutre anche di sostanze morte: di conseguenza, i batteri uccisi dagli antibiotici e in fase di decomposizione possono rappresentare ulteriore nutrimento per questo fungo.
Un errore frequente consiste nel tentativo di curare le infezioni da Candida con farmaci a base di cortisone. Il cortisone indebolisce il sistema immunitario senza però danneggiare la Candida, che, trovando un organismo meno difeso, può proliferare ancora di più.
Lo stress eccessivo
Il concetto di stress viene spesso associato al lavoro intenso, al traffico cittadino o alla necessità di affrontare molti impegni quotidiani. In realtà, lo stress è un meccanismo fisiologico utilizzato dall’organismo per rispondere in modo più efficiente alle richieste della vita. Quando tuttavia diventa eccessivo, questo meccanismo si trasforma in un fattore negativo: le difese immunitarie si abbassano e le infezioni trovano terreno fertile per svilupparsi.
Le otturazioni dentali al mercurio
Sembra, inoltre, che la proliferazione della Candida possa essere favorita anche dalla presenza di sostanze tossiche, come il mercurio. Questa sostanza è spesso presente nelle amalgame utilizzate dai dentisti per realizzare otturazioni dentarie.
Donne più a rischio
Le donne sono le più colpite dalle infezioni da Candida. Si ritiene che ciò sia dovuto principalmente all’attività ormonale, poiché i disturbi tendono a intensificarsi nel periodo premestruale e in gravidanza. In queste fasi, l’aumento degli ormoni femminili – come il progesterone – incrementa l’acidità dell’ambiente vaginale, favorendo la crescita dei miceti.
Una condizione simile si verifica anche quando si assumono contraccettivi orali: in questo caso, l’aumento degli ormoni femminili causa un innalzamento del livello di glucosio normalmente presente nella vagina, creando un terreno più favorevole alla proliferazione della Candida.
Una spiegazione “alternativa” all’infezione da Candida
Una spiegazione dell’infezione da Candida viene proposta anche dalla medicina olistica, un orientamento che considera la persona come un’unità inscindibile di corpo e mente. Questo approccio si richiama in parte alla filosofia orientale, secondo cui l’universo è diviso in due emisferi: la parte femminile, chiamata Yin, e quella maschile, detta Yang.
Lo Yin rappresenta la creatività e il pensiero; lo Yang è associato alla rigidità, alla prassi e alla ripetitività. In ogni individuo l’equilibrio deriva dal corretto bilanciamento di questi due elementi. Quando prevale lo Yang e “schiaccia” lo Yin, si rompe l’armonia: domina l’aspetto più rigido e razionale, predisponendo prima a squilibri fisici e poi psicologici che, secondo questo filone di pensiero, favorirebbero l’insorgenza delle malattie.
I medici che adottano questa teoria hanno osservato che le persone maggiormente soggette a candidiasi mostrano spesso un atteggiamento rigido, poco creativo e con difficoltà ad accettare i cambiamenti. Questo modo di essere contrasta con il naturale flusso della vita che, come già affermavano i filosofi greci, è continuo mutamento.
Spesso si tratta di individui con un’educazione molto rigida e con una carenza affettiva che, in modo inconscio, cercherebbero di compensare consumando alimenti dolci e ricchi di zuccheri.
Le forme più diffusa della Candida
La Candida albicans, come visto, può provocare diverse manifestazioni a carico dell’organismo: oltre alla candidiasi vaginale, le forme più diffuse sono il mughetto, la candidiasi intestinale e quella perianale.
Se colpisce la vagina
Un intenso prurito vaginale, bruciore diffuso e perdite biancastre e lattescenti rappresentano le manifestazioni tipiche della vaginite da Candida, un’infezione ginecologica non grave ma molto diffusa. Le statistiche indicano che colpisce il 75% delle donne almeno una volta nella vita ed è responsabile di circa il 20% delle vaginiti.
La Candida è normalmente presente nella mucosa vaginale, così come altri microrganismi (ad esempio il Trichomonas, anch’esso responsabile di vaginiti), e in condizioni normali è del tutto innocua perché tenuta sotto controllo dall’ecosistema della flora vaginale. Quando questo equilibrio, per diverse ragioni, si altera, il fungo riesce a prevalere sui batteri “difensivi” dell’organismo e può quindi accrescersi e proliferare.
Da che cosa è provocata la Candida
La rottura dell’equilibrio della flora vaginale e il conseguente sopravvento della Candida sono favoriti da condizioni precise. Eccole.
Le variazioni ormonali
…se si è in dolce attesa
Durante i nove mesi di gravidanza aumentano i livelli ormonali, soprattutto estrogeni e progesterone, e di conseguenza cresce anche la quantità di glicogeno, uno zucchero contenuto nella mucosa vaginale.
…se si prende la pillola
Il contraccettivo orale, essendo a base di ormoni, crea nella vagina un ambiente simile a quello tipico della gravidanza.
…se si segue una terapia ormonale sostitutiva
Somministrata alle donne in menopausa, questa terapia determina comunque un aumento del livello di zuccheri nella vagina.
Gli antibiotici e i cortisonici
Questi farmaci, pur essendo essenziali nella cura di molte malattie e infezioni, possono favorire indirettamente la proliferazione della Candida. Distruggendo i microrganismi responsabili della malattia, eliminano anche quelli che costituiscono la flora vaginale. La Candida, invece, non ne viene danneggiata.
Il diabete
Le persone con un elevato tasso di glucosio nel sangue sono predisposte alla candidiasi, poiché il fungo si nutre di zucchero.
L’alimentazione sbagliata
Un regime alimentare ricco di zuccheri e povero di vitamine ha un doppio effetto: impoverisce la flora vaginale delle sostanze nutritive e, allo stesso tempo, fornisce ulteriore nutrimento alla Candida.
Un’igiene intima insufficiente o scorretta
Lavande vaginali troppo aggressive possono, nel tempo, alterare il delicato equilibrio naturale della vagina.
La biancheria sbagliata
L’uso di biancheria intima sintetica e di pantaloni molto attillati può ostacolare la normale traspirazione cutanea, creando un ambiente eccessivamente umido che favorisce la crescita del fungo.
Sintomi della Candida
La candidiasi vaginale provoca sintomi fastidiosi che incidono sul benessere quotidiano. Spesso le manifestazioni iniziano prima del ciclo mestruale e vengono talvolta sottovalutate, confondendole con disturbi tipici della cosiddetta sindrome premestruale.
La donna affetta da Candida avverte un intenso bruciore nella zona vulvare e vaginale, accompagnato da prurito continuo e da una sensazione di gonfiore. I disturbi persistono anche durante la notte, compromettendo il riposo.
Il sintomo principale è la leucorrea: perdite biancastre dal tipico aspetto di latte cagliato. Le perdite sono presenti all’interno della vagina, all’ingresso della vulva e nel perineo, cioè l’area compresa tra vagina e ano.
Cosa fare se diventa cronica
È difficile trascurare un’infezione vaginale da Candida: prurito e bruciore sono molto intensi. Tuttavia, in alcuni casi, l’infezione può diventare cronica e ripresentarsi periodicamente, soprattutto in corrispondenza del ciclo mestruale o in momenti di particolare affaticamento fisico e stress psicologico.
In queste situazioni è necessario ricorrere a farmaci da assumere per bocca, sempre sotto stretto controllo medico. Si tratta di compresse a base di sostanze antimicotiche, come il fluconazolo (Diflucan 150 mg, Flagyl). La terapia consiste in genere in una singola dose da assumere nell’arco di ventiquattro ore.
È importante curare la candidiasi anche per evitare che l’infezione possa estendersi dalla vagina all’ano.
Le regole per prevenire la Candida
Più vitamine
È opportuno seguire una dieta povera di zuccheri ma ricca di vitamine, utili a rafforzare le difese naturali dell’organismo.
Mai troppi farmaci
L’assunzione di farmaci come antibiotici e cortisonici va limitata ai casi di reale necessità e sempre dietro prescrizione medica.
Via la pillola
Sospendere il contraccettivo orale può essere necessario solo quando la candidiasi è cronica.
Curare l’igiene
Ricorrere a lavaggi con acqua tiepida e un detergente delicato, preferibilmente a base di sostanze vegetali come calendula, echinacea o malva.
Asciugamani privati
Non condividere salviette intime con altre persone. Ognuno deve utilizzare il proprio asciugamano, non solo in caso di candidiasi. È inoltre importante mantenere puliti i sanitari del bagno con detergenti disinfettanti per evitare contagi indiretti.
Sì al cotone
I tessuti naturali permettono alla pelle di respirare e non creano situazioni di umidità, ambiente ideale per la proliferazione del fungo.
Attenzione ai jeans
Da evitare jeans troppo attillati o collant di nylon, che impediscono la traspirazione cutanea.
Fare sport
Un’attività fisica regolare, preferibilmente all’aria aperta, e del tempo dedicato a sé stesse contribuiscono al benessere psicofisico e all’equilibrio generale dell’organismo.
Si può trasmettere anche all’uomo
L’infezione può essere trasmessa anche al partner durante i rapporti sessuali. Nell’uomo, tuttavia, non provoca gli stessi disturbi tipici della donna: solo in alcuni casi si manifesta con un arrossamento del glande.
È essenziale che anche l’uomo si curi, altrimenti il rischio è di un contagio reciproco continuo, definito “effetto ping-pong”. Si può utilizzare una crema dermatologica antimicotica, come Daktarin o Pevaryl. Se l’infezione persiste, è consigliato un trattamento di coppia con farmaci per via orale.
La fertilità non è in pericolo
Molte donne temono che la candidiasi vaginale possa compromettere la fertilità. Si tratta di timori infondati: l’infezione non intacca il funzionamento dell’apparato riproduttivo femminile.
Le mucose e le pareti vaginali, gonfie e infiammate, possono temporaneamente risultare meno idonee al passaggio degli spermatozoi, ma la situazione si risolve con un trattamento medico adeguato.
La Candida cura così
La diagnosi della candidiasi vaginale è semplice perché i sintomi sono molto evidenti; tuttavia, solo il ginecologo può prescrivere la terapia più adatta.
La cura consiste in un trattamento a base di antimicotici, generalmente da applicare localmente. Il medico prescriverà pomate, gel o ovuli vaginali (preparati di forma ovale da inserire direttamente in vagina), contenenti principi attivi antifungini.
Le sostanze antimicotiche più efficaci sono nistatina, miconazolo e ketoconazolo, presenti in farmaci come Gyno Canesten, Daktarin e Pevaryl.
Se compare in bocca
Il mughetto è un’infezione delle mucose della bocca causata dalla Candida. Questo fungo tende a insediarsi in ambienti caldi e umidi e trova quindi nel cavo orale un luogo favorevole allo sviluppo. Non è una malattia grave, ma può provocare fastidio soprattutto durante l’assunzione di cibo. Se non viene curata tempestivamente, può estendersi anche alla faringe e alle gengive.
Quali sintomi?
La Candida attacca alcuni punti specifici della bocca, in particolare:
- la superficie interna delle guance,
- la lingua,
- il palato.
Le zone colpite assumono un aspetto caratteristico, con chiazze biancastre e vellutate, oppure piccoli tagli agli angoli della bocca. Chi è colpito dal mughetto avverte dolori acuti, soprattutto durante i pasti. Talvolta possono verificarsi piccole perdite di sangue dalle lesioni.
Si cura così
Il mughetto si cura sia con farmaci per via orale sia con trattamenti locali. Solitamente il medico prescrive farmaci a base di nistatina, che arrestano la proliferazione del fungo, associati all’applicazione locale di gel a base di imidazolo.
Sono utili anche prodotti a base di melaleuca, una pianta antifungina contenuta in alcuni dentifrici e collutori. È importante ricostituire le difese immunitarie dell’organismo attraverso un’alimentazione ricca di vitamine o, se necessario, con integratori prescritti dal medico.
La guarigione richiede costanza: non ci si deve aspettare un miglioramento in pochi giorni.
Chi rischia di più
Le persone più esposte al mughetto sono quelle con un sistema immunitario fragile, come bambini e anziani. A rischio anche chi ha subito interventi chirurgici seguiti da terapie antibiotiche.
Se attacca l’intestino
La Candida può colpire anche l’intestino, dove l’infiammazione nasce nella mucosa interna, sollecitata dall’eccessiva presenza di gas prodotto dalla fermentazione degli alimenti. Può colpire sia uomini sia donne. I sintomi principali sono dolori addominali e senso di gonfiore. Se l’infezione è lieve, i sintomi possono essere scarsi, poiché la mucosa intestinale è priva di recettori nervosi.
Da cosa è provocata
Anche per la candidiasi intestinale, le cause più comuni sono:
- un’alimentazione scorretta,
- l’uso di antibiotici,
- l’uso di cortisonici.
Quali sintomi?
Chi soffre di candidiasi intestinale può avvertire:
- crampi con dolori addominali intensi,
- gonfiore dovuto all’anidride carbonica presente nell’intestino (meteorismo),
- fastidioso “gorgoglio” interno.
Spesso si alternano periodi di stipsi e diarrea; talvolta le feci possono contenere sangue o muco.
Si cura così
La prima misura consiste nel ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale, poiché solo così è possibile contrastare la proliferazione della Candida. Il recupero richiede tempo: non si deve aspettare un miglioramento rapido.
È necessario ridurre il numero dei funghi in eccesso nell’intestino con farmaci antifungini per via orale, secondo prescrizione medica (nistatina, miconazolo, ketoconazolo).
Può essere utile anche l’idrocolonterapia sistemica, un lavaggio periodico del colon effettuato dal proctologo, della durata di circa un’ora.
L’alimentazione gioca un ruolo decisivo: una dieta priva di zuccheri, lieviti e alcolici deve essere seguita per almeno un mese per ottenere benefici duraturi. Dopo la prima settimana di terapia “d’urto”, è consigliabile un trattamento di mantenimento con farmaci a base di acido caprilico.
È utile assumere anche preparati contenenti microrganismi probiotici appartenenti alla flora intestinale fisiologica, come Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a ricostituire l’equilibrio batterico.
Se la persona colpita è una donna e assume contraccettivi orali, può essere necessario sostituirli con un altro metodo anticoncezionale.
Se si trova nella zona intorno all’ano
La candidiasi ano-perianale compare quando la Candida prolifera nelle mucose dell’ano, provocando bruciore e prurito molto intensi. È un’infezione poco conosciuta: chi ne è colpito spesso fatica a riconoscere il problema e può attendere troppo prima di rivolgersi a uno specialista (proctologo).
Da cosa è provocata
La candidiasi anale può essere la conseguenza di una candidiasi intestinale o vaginale non adeguatamente curata. Per vicinanza anatomica, infatti, l’infezione può passare dalle mucose vaginali a quelle della regione anale.
Il fungo trova nelle mucose anali, calde e umide, un ambiente favorevole alla proliferazione.
Quali sintomi?
La candidiasi ano-perianale provoca sintomi molto fastidiosi:
- intenso prurito,
- bruciore nella zona anale,
- peggioramento dei disturbi durante la notte.
La pelle dell’ano appare rosata e lucida; nei casi più gravi assume un colore rosso lampone. Possono comparire piccoli taglietti (“ragadi”) dolorosi. Con il tempo, la pelle può diventare “lichenificata”: spessa, dura e rugosa.
Si cura così
La terapia è efficace ma richiede tempo e costanza.
È necessario innanzitutto ridurre il numero di funghi nell’intestino, assumendo per via orale farmaci antimicotici (nistatina, miconazolo, ketoconazolo, fluconazolo). La cura prosegue con una fase di mantenimento, tramite sostanze contenenti componenti vivi della flora batterica intestinale.
Il medico prescrive inoltre farmaci antimicotici locali, come pomate o gel a base di clotrimazolo ed econazolo, da applicare sulla zona infiammata.
Come prevenirla
Le indicazioni sono simili a quelle per la candidiasi vaginale:
- seguire una dieta povera di dolci, pasta, pane e frutta secca,
- effettuare lavaggi delicati con acqua tiepida, bicarbonato e malva,
- usare salviette intime personali,
- evitare l’uso eccessivo di antibiotici e cortisonici.
Un aiuto dalla natura
Esistono rimedi naturali utili come trattamento di sostegno, da utilizzare quando la proliferazione eccessiva della Candida è stata già ridotta e l’organismo ha bisogno di ripristinare i propri ritmi naturali. Il trattamento dura in genere tre settimane.
La melaleuca
Pianta della famiglia delle Mirtacee, originaria dell’Australia, nota come antifungino naturale.
Dalla corteccia si ricava un olio essenziale utilizzato in numerosi prodotti:
- capsule,
- supposte,
- creme per applicazioni locali,
- soluzioni per l’igiene intima,
- dentifrici e collutori utili anche contro il mughetto.
La malva
Pianta della famiglia delle Malvacee, dai fiori viola chiaro, con proprietà calmanti e decongestionanti.
L’acido caprilico
- Aiuta a ristabilire l’equilibrio della flora intestinale.
- Disponibile in preparazioni per uso orale.
Può essere alternato a prodotti contenenti flora batterica viva, come Lactobacillus acidophilus, preferibilmente coltivato su base di soia (il latte contiene lattosio, zucchero gradito alla Candida).
La calendula
Pianta erbacea tipica delle regioni mediterranee, con foglie pelose e fiori gialli. Ha proprietà addolcenti e calmanti ed è spesso utilizzata nelle lavande per l’igiene intima.
Riepilogo della prevenzione
- Dieta povera di dolci, pasta, pane e frutta secca.
- Lavaggi delicati con acqua tiepida, bicarbonato e malva.
- Salviette intime strettamente personali.
- Evitare abuso di antibiotici e cortisonici.
La dieta giusta
Una dieta povera di zuccheri aiuta a contrastare la proliferazione della Candida, mentre un’assunzione costante di vitamine rafforza la flora intestinale.
Le persone che soffrono di questo problema in modo ricorrente dovrebbero seguire un’alimentazione appropriata.
I cibi da eliminare
Per circa un mese è consigliabile eliminare il consumo di:
Carni e derivati
- Carne di maiale (compresi salumi e insaccati).
- Carne, pesce e pollame salati o affumicati.
Zuccheri e alimenti zuccherati
- Zucchero, miele, sciroppi.
- Marmellate.
- Latticini (latte di mucca, formaggi, yogurt di mucca).
Consentite piccole quantità di burro non salato. - Frutta fresca e cotta (da evitare nella fase iniziale perché ricca di zuccheri).
- Succhi di frutta zuccherati.
- Bibite zuccherate e gassate (cola, aranciate, ecc.).
- Gelati e sorbetti.
- Cioccolato.
Alimenti contenenti lieviti
- Pane, pizza, torte, biscotti, pasticceria, crackers.
Prodotti fermentati o in salamoia
- Aceto e tutti i prodotti che lo contengono (cetriolini, cipolline, olive in salamoia).
- Salsa di soia e tofu.
Bevande alcoliche
- Vino, birra e superalcolici.
Frutta secca e candita
- Prugne, uvetta, datteri, fichi, mele, pesche, albicocche, ciliegie secchi o canditi.
Bevande eccitanti
- Tè e caffè.
Altri alimenti da evitare
- Funghi.
- Succhi di limone, pomodoro o uva in scatola.
- Prodotti in scatola contenenti acido citrico come conservante.
- Arachidi.
- Pop-corn e patatine.
Gli alimenti da preferire
1. Per la colazione
- Acqua (calda o fredda) e limone
- Caffè d’orzo
- Latte di riso o di soia
- Biscotti integrali
2. Per il pranzo e la cena
Pasta e cereali
- Pasta integrale o di grano saraceno
- Spaghetti di riso o di soia
- Avena
- Orzo
- Mais
- Riso integrale scuro
- Gallette di riso o pane nero non lievitato (in alternativa al pane normale)
Minestre
- Passato di verdura
- Brodo di pollo o di carne fresco
Condimenti
- Rucola e aglio frullati con olio extravergine a crudo
- Pomodoro fresco e basilico
(solo pomodoro fresco, non confezionato né con acido citrico)
Carne
Carne rossa
- Bue
- Manzo
- Vitello
- Bresaola
- Capra
- Oca
- Cervo
Carne bianca
- Coniglio
- Pollo
- Tacchino
- Anatra
Pesce
- Tutte le varietà di pesce fresco
Uova
- Uova di gallina
- Uova di quaglia
- Uova di oca
- Uova di anatra
Formaggi e latticini
- Formaggi di capra
- Yogurt di capra
Legumi
- Fagioli
- Piselli
- Lenticchie
Tuberi e radici
- Patate gialle e rosse (con moderazione)
- Carote
- Sedano
- Cipolla
- Prezzemolo
- Ravanelli
Verdura gialla o bianca
- Avocado
- Cavolfiore
- Cetriolo
- Indivia belga
- Zucca
Verdura verde
- Carciofi
- Asparagi
- Broccoli
- Sedano
- Peperoni
- Zucchine
Verdura rossa
- Barbabietole
- Melanzane
- Cavolo rosso
- Pomodori freschi
Verdura a foglia larga
- Spinaci
- Bietole
- Lattuga
- Scarola
- Cavolo
- Cicoria
- Radicchio
Il menù tipo
Colazione:
- Una tazza di caffè d’orzo
- Latte di soia
- Biscotti integrali
Pranzo:
- Un piatto di pasta integrale condita con pomodoro fresco e basilico
- Trota al forno
- Un piatto di verdura fresca
- Un panino nero (non lievitato)
Cena:
- Un piatto di passato di verdure
- Carne di manzo alla griglia
- Verdura fresca
- Un panino nero (non lievitato)
Dizionario
Diabete
Malattia del metabolismo che impedisce all’organismo di utilizzare correttamente gli zuccheri assunti con l’alimentazione.
Flora batterica
Insieme dei batteri che vivono nell’organismo e che svolgono una funzione protettiva contro agenti esterni e infezioni.
Glicogeno
Sostanza che rappresenta la principale forma di accumulo degli zuccheri nell’organismo. È presente in concentrazioni variabili in diversi tessuti.
Perineo
Regione muscolare della parte inferiore del bacino compresa tra l’ano e la vagina.
Sistema immunitario
Insieme dei meccanismi di difesa che l’organismo mette in atto per contrastare l’attacco di microrganismi nocivi.
Vagina
Canale dell’apparato genitale femminile compreso tra il collo dell’utero e la vulva.
Vulva
Insieme degli organi genitali esterni della donna.


