Non siate pignoli con le ragadi anali

Colpiscono uomini e donne tra i 25 e i 50 anni, specie se molto puntigliosi. A volte basta seguire alcune precauzioni per stare meglio.

Le ragadi anali sono un disturbo abbastanza diffuso: coinvolgono una persona su dieci e colpiscono con maggiore frequenza le persone di età compresa fra i 25 e i 50 anni. Ciò non toglie che si possano trovare casi di questo disturbo anche tra i bambini (soprattutto fra i quattro e i cinque anni) e tra le persone più anziane.

Che cosa sono le ragadi

La ragade è una spaccatura del rivestimento cutaneo dell’ano che provoca dolore molto forte. In pratica, questa sorta di taglietto (la cui lunghezza è di norma variabile da mezzo centimetro a due centimetri) mette allo scoperto alcune zone particolarmente sensibili, come appunto la nodosa, ovvero la parte della pelle che riveste l’ano e che è molto ricca di terminazioni nervose.

Tessuti fragili

Per spiegare l’origine delle ragadi, si parla di un’eccessiva fragilità dei tessuti e soprattutto di un’eccessiva contrazione del muscolo sfintere anale che, rimanendo contratto, provoca un’alterazione del normale meccanismo della defecazione. Tale alterazione, a sua volta, causa la lacerazione dei tessuti di rivestimento e quindi le ragadi.

Il muscolo sfintere anale è composto da due parti: una parte che si chiama sfintere esterno e una parte che si chiama sfintere interno.

“Precisi” rischiano di più?

C’è chi sostiene che esista una particolare correlazione fra i disturbi somatici e le caratteristiche psicologiche di una persona; anzi si pensa che ogni disturbo fisico sia la manifestazione esteriore di un disagio interiore. Nel caso delle ragadi anali, poiché si tratta di un disturbo in cui è implicato il controllo, si tende a sostenere che ne siano afflitte personalità particolarmente rigide, precise e pignole.
Di solito si tratta di persone molto precise, che vogliono tenere ogni cosa sotto controllo e che tendono a pianificare tutto per paura di trovarsi di fronte a imprevisti. Queste persone tendono a contrarre il muscolo dello sfintere molto più delle altre. Rimanendo contratto più del necessario, il muscolo non riesce così a rilassarsi quando dovrebbe, neppure quando sarebbe necessario.

Dove si formano

Le ragadi si formano sull’orifizio anale, che costituisce l’ultima parte del retto, ovvero la porzione terminale dell’intestino crasso.
Il retto è costituito da una tunica muscolare, da una sierosa e da una mucosa. Nel tratto più prossimo all’orifizio anale, la superficie interna del retto presenta cinque o sei rilievi longitudinali, tra loro congiunti nella parte inferiore da altre pieghe trasversali, dette valvole semilunari del retto, che circoscrivono piccole tasche aperte verso l’alto.
Queste valvole delimitano l’anello emorroidario, la cui parte superiore è liscia mentre quella inferiore è dotata di un rivestimento cutaneo, pigmentato e ricco di ghiandole.
Le ragadi possono formarsi in qualsiasi punto dell’ano, ma in circa l’80 per cento dei casi si localizzano sul punto più posteriore, cioè dove l’ano si raccorda al coccige. Nel 15 per cento dei casi si formano nella parte anteriore, appena al di sotto dei genitali, e nel restante 5 per cento nella parte laterale dell’ano.
Le ragadi interessano l’epidermide e il derma.

Mai da sole

Una caratteristica delle ragadi è che spesso si accompagnano ad altri due fenomeni: il polipo sentinella e la papilla ipertrofica. Si tratta di formazioni che si generano per cercare di coprire la fessura lasciata dalla ragade.
Quando le feci passano sulla ragade, infatti, si crea una forte irritazione, dal momento che vengono a contatto con i muscoli. Polipi e papille crescono come un piano di scivolo per permettere il passaggio delle feci senza ulteriore attrito.
Il polipo sentinella è una specie di escrescenza che si forma alla base della ragade e può essere percepita al tatto. È una formazione benigna che non degenera in tumore.
La papilla ipertrofica è l’ingrossamento della normale papilla presente nel canale anale e ha la stessa funzione protettiva.

Nei casi più leggeri

Se la ragade è acuta, bisogna seguire alcuni semplici accorgimenti per circa una settimana: bidet con acqua tiepida o calda, a cui si può aggiungere una manciata di malva essiccata, applicare pomate cicatrizzanti due volte al giorno per una settimana, evitare l’uso di acqua fredda, usare saponi non irritanti.
Alcuni specialisti suggeriscono la dilatazione, che consiste nel rilassare gradualmente il muscolo sfintere mediante l’introduzione nell’ano di un dilatatore in materiale plastico a forma di grossa supposta.

Un circolo vizioso

Spesso si instaura un circolo vizioso: l’eccessiva contrazione del muscolo provoca la ragade, la ragade provoca dolore e il dolore induce un’ulteriore contrazione del muscolo, che favorisce la cronicizzazione della lesione.

I sintomi

Il sintomo più evidente è un dolore molto forte durante l’evacuazione, che può durare dai 10 ai 15 minuti e anche più. Un altro sintomo tipico è la perdita di sangue, non eccessiva ma costante, ogni volta che si evacua.

Gli alimenti vietati

In caso di ragadi è meglio evitare spezie, peperoncino, pepe, cioccolato, caffè, insaccati, formaggi stagionati e alcolici.

Un aiuto in tavola

Per le persone che soffrono di ragadi anali è importante bere molto, almeno due litri di acqua al giorno, assumere una grande quantità di frutta e verdura sia cotta sia cruda, mangiare ogni mattina cinque prugne secche messe a mollo nell’acqua la sera prima, mangiare due kiwi al mattino a digiuno e fare infusi con acqua calda di semi di psillio o di lino.

Prospettive future

Forse in futuro saranno disponibili nuove tecniche meno invasive per porre rimedio al fastidioso problema delle ragadi anali. Una nuova tecnica è ancora in fase di studio e sperimentazione e si basa sull’uso di particolari batteri per rilassare lo sfintere.

Diversi tipi di anestesia

La tecnica più moderna di anestesia è quella importata dagli Stati Uniti, che non provoca dolore all’apertura dell’ano ed è utilizzata per interventi superficiali. Esistono inoltre anestesia spinale, anestesia “a cavallo di sella” e anestesia totale.

Dopo l’intervento

Dopo l’intervento è necessario restare in ospedale circa 6-7 giorni. Nei primi 4-5 giorni viene consigliata la somministrazione di antidolorifici. È bene fare bidet con acqua tiepida e usare saponi disinfettanti.

Senza conseguenze

È importante sottolineare che l’incisione del muscolo effettuata durante l’intervento chirurgico per le ragadi non altera in alcun modo la buona tenuta dello sfintere, che mantiene la sua perfetta funzionalità.

La chirurgia plastica se…

Se la ragade è diventata particolarmente grossa e profonda e non si riesce a richiuderla con i punti, il chirurgo può ricorrere a un intervento di vera e propria chirurgia plastica, chiamato anoplastica con lembo di scorrimento.
L’intervento dura circa 20-30 minuti e può essere eseguito in day-hospital, con anestesia locale o generale.

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