Emorroidi in gravidanza: un disturbo frequente
Dolore, bruciore e un po’ di imbarazzo. Le emorroidi rappresentano un disturbo comune in gravidanza: ne soffre la metà delle donne in attesa. Il problema è destinato spesso a scomparire spontaneamente dopo il parto, nel giro di due settimane. È comunque possibile cercare di attenuare il disturbo quando compare nei nove mesi e, se necessario, favorire la risoluzione anticipata.
Se non dovessero scomparire, la situazione può essere risolta grazie a interventi che, nei casi lievi, possono essere effettuati in ambulatorio.
Colpiscono quasi la metà delle future mamme, ma in genere scompaiono da sole dopo la nascita del bebè. Nel frattempo è possibile adottare alcuni accorgimenti per prevenirle o attenuarne gli effetti una volta formate.
Perché compaiono le emorroidi in gravidanza?
L’aumento degli ormoni
Gli ormoni aumentano notevolmente durante la gravidanza. In particolare il progesterone dilata la muscolatura liscia, rallenta il tono dei vasi sanguigni e quello dell’intestino, favorendo il ristagno.
Il peso del feto
La compressione esercitata dal feto sui vasi del retto e dell’ano contribuisce alla comparsa delle emorroidi, aggravando il quadro causato dai cambiamenti ormonali.
La stitichezza
Molto frequente in gravidanza, può peggiorare il disturbo a causa dello sforzo durante l’evacuazione, che aumenta la pressione sui vasi sanguigni.
Tipologie di emorroidi
Emorroidi esterne e interne
Le emorroidi possono essere esterne (formate all’esterno del canale anale) o interne (situate all’interno del canale).
Le interne si dividono in quattro gradi:
- Primo grado: situate all’interno del canale anale.
- Secondo grado: fuoriescono durante la defecazione e rientrano spontaneamente.
- Terzo grado: fuoriescono e devono essere reinserite manualmente.
- Quarto grado: restano costantemente all’esterno del canale anale.
Come sono fatte
Le emorroidi sono costituite da un cuscinetto artero-venoso formato da vene e piccoli capillari. Sono dotate di micro-sfinteri che regolano l’afflusso ed efflusso di sangue. Quando si gonfiano, diventano sensibili e possono cedere con maggiore facilità.
Alimentazione e stile di vita: attente alla scelta dei cibi
Da evitare
Insaccati, spezie, alcolici (soprattutto vino bianco e birra) e superalcolici. Sono vietati anche durante la normale attesa perché possono provocare infiammazione. Evitare anche cioccolato e caffè.
Alimenti permessi
Cibi ricchi di fibre come frutta, verdura fresca e cereali integrali.
Per favorire l’intestino: mettere a mollo alcune prugne secche e consumarle al mattino oppure mangiare due kiwi a digiuno per stimolare la motilità intestinale.
Con prudenza
Latte e latticini: il consumo eccessivo può irritare l’intestino degli adulti, meno ricco degli enzimi necessari per digerirli.
Attività fisica: nuoto e passeggiate
L’attività fisica quotidiana è uno degli accorgimenti più utili per prevenire le emorroidi.
Durante la gravidanza la futura mamma può praticare:
- Nuoto, senza esagerare.
- Passeggiate di 20 minuti al giorno, che stimolano l’intestino e tonificano la muscolatura.
Meglio evitare la bicicletta da camera, che può provocare sollecitazioni troppo intense.
Gli integratori
In erboristeria
Possono essere utili alcuni integratori naturali, come le spugne di mare, da assumere dopo colazione o la sera.
In farmacia
Esistono integratori naturali aromatizzati, generalmente più costosi. Possono aiutare, anche se il loro effetto è talvolta modesto.
Un’igiene corretta
Acqua
Lavare la zona con acqua tiepida ogni giorno. L’acqua troppo fredda può causare vasocostrizione e favorire la formazione di trombi.
Sapone
Utilizzare prodotti non profumati e privi di deodoranti per evitare irritazioni.
Asciugamano
Tamponare senza strofinare per non irritare ulteriormente l’area.
Dopo il parto: come intervenire sulle emorroidi
Trattamenti ambulatoriali
Legatura elastica
Applicazione di un laccio che strozza l’emorroide alla base. In pochi giorni l’emorroide si secca e cade. Necessarie tre sedute.
Scleroterapia
Iniezione di un liquido sclerosante che provoca la cicatrizzazione delle vene interessate.
Crioterapia
Uso di una sonda che emette azoto liquido per congelare l’area e farla cicatrizzare. È una tecnica non sempre risolutiva.
Le operazioni chirurgiche
Tecnica di Milligan-Morgan
Intervento in anestesia generale o spinale. Le ferite restano aperte e i tempi di cicatrizzazione sono di 30-45 giorni. È efficace ma doloroso e molto radicale.
Tecnica di Nivatongs
Eseguita anche in day hospital, in anestesia locale. È meno dolorosa e con recupero più rapido, ma non adatta ai casi più estesi.
I farmaci giusti per le emorroidi
Trattamenti orali tradizionali
Medicinali a base di diosmina, ippocastano e centella asiatica, utili per migliorare il ritorno venoso e linfatico. Possono essere assunti anche in gravidanza.
Pomate per uso locale
A base di ossido di zinco o cortisonici, da applicare mattina e sera per ridurre il gonfiore e migliorare l’elasticità dei tessuti.
Preparati omeopatici
Aesculus hippocastanum, hamamelis e fiori di Bach sono spesso utilizzati in caso di disturbo lieve e come rimedi dolci.



