Dai un taglio alle emorroidi: un problema diffuso ma risolvibile

È un problema un po’ imbarazzante, ma molto diffuso. Un tempo per risolverlo erano necessari interventi dolorosi. Oggi la chirurgia è più delicata e offre tecniche differenti per superare questo disturbo.

Solo a nominarle si pensa al dolore, al fastidio e all’imbarazzo. Eppure non si può fare a meno di parlarne: le emorroidi colpiscono un adulto su quattro e, a differenza di alcuni anni fa, quando l’unica soluzione era un intervento doloroso, oggi è possibile ricorrere a trattamenti molto più tollerabili per il paziente. Vale la pena, quindi, di analizzare nel dettaglio il problema e vedere quali sono tutte le soluzioni disponibili.

La struttura delle emorroidi

La loro struttura

Le emorroidi sono strutture anatomiche sempre presenti: tre cuscinetti o colonne emorroidarie normalmente localizzate nel canale anale. Sono formate da piccoli gomitoli di vasi sanguigni e valvole, attraverso cui circola il sangue.

Funzione

La loro esatta funzione non è ancora del tutto chiarita, ma pare servano a trattenere meglio i gas quando si adottano grandi sforzi.

Emorroidi interne ed esterne

  • Le emorroidi sono fissate a legamenti fibrosi che le tengono aderenti alla parete anale.
  • Si parla di plesso emorroidario interno quando si trovano all’interno del canale; quello esterno è situato nella parte terminale.

Quanto sangue contengono

La quantità di sangue che entra ed esce è regolata da piccolissime valvole che, se non funzionano bene, favoriscono il gonfiarsi delle strutture vascolari.

La malattia emorroidaria

Quando si verifica

Quando, per vari motivi, le emorroidi si dilatano si parla di malattia emorroidaria, caratterizzata da:

  • sanguinamento
  • bruciore o dolore anale
  • prolasso (fuoriuscita della mucosa durante la defecazione)

Emorroidi esterne

Le esterne non sono generalmente causa di dolore, a meno che non si formino trombi.
Un coagulo può formare un nodulo duro e dolente, che regredisce nel giro di giorni.

Emorroidi interne

I sintomi sono più intensi: fastidio, prurito, perdita di muco, dolore alla defecazione.
Il sanguinamento è frequente.

Durata dei sintomi

Di solito migliorano in 3–4 giorni, mentre i noduli si riassorbono in 2–3 settimane.

I quattro gradi del disturbo: la classificazione delle emorroidi

Classificazione delle emorroidi interne

  1. I grado – congestione e prolasso minimo interno.
  2. II grado – prolasso durante la defecazione che rientra spontaneamente.
  3. III grado – devono essere spinte manualmente all’interno.
  4. IV grado – prolasso permanente non più riducibile manualmente.

(nella pagina 3 è presente una tavola illustrativa dei 4 gradi)


Quando le emooridi si “strangolano” (strangolamento)

Una complicanza seria

Lo strangolamento delle emorroidi interne rappresenta una complicanza seria, che può richiedere un intervento urgente.

Come avviene

  • Uno spasmo dello sfintere interno rende difficoltosa la fuoriuscita e rientro del prolasso.
  • Si manifesta con un prolasso di quarto grado e trombosi associata.
  • Comporta gonfiore notevole e forte dolore.

Rischi

Se non trattato può provocare infezione e, nei casi più gravi, gangrena.

Gli esami utili

Esplorazione digitale

Il primo controllo è l’ispezione del margine anale per valutare ragadi o altre lesioni.
L’esplorazione serve a verificare la tensione dello sfintere e la presenza di emorroidi interne.

Rettoscopia

Si utilizza uno strumento rigido o flessibile che permette di vedere l’interno del canale anale ed escludere patologie differenti.

Colonscopia

Indicata se si deve osservare tutto l’intestino per escludere lesioni o altre cause di sanguinamento.

Perchè si formano le emorroidi

Perché si formano

Le cause sono molte:

  • Stitichezza cronica
  • Defecazione irregolare
  • Pressione del feto in gravidanza
  • Indebolimento dei tessuti di sostegno

Legamenti che cedono

I legamenti che tengono ferme le emorroidi, cedendo per età o gravidanza, permettono ai “cuscinetti” di scivolare verso il basso.

Questione di valvole?

Un malfunzionamento delle valvole venose contribuisce al ristagno del sangue e quindi alla dilatazione.

Se bastano i farmaci per le emorroidi

Terapia farmacologica

Quando le emorroidi sono esterne:

  • Antinfiammatori, analgesici e flavonoidi per bocca
  • Pomate locali contro l’infiammazione

Ridurre il gonfiore può favorire il riassorbimento dei trombi.

Se non accade, è necessario passare a interventi più decisivi.

Gli interventi

Possiamo dividere gli interventi in:

  • Trattamenti ambulatoriali (per forme lievi o moderate)
  • Interventi chirurgici (per forme avanzate)

In ambulatorio

Se sono esterne

Si ricorre alla trombectomia chirurgica ambulatoriale in anestesia locale: piccola incisione per evacuare il trombo. La ferita guarisce in una settimana.

Se sono interne (I–II grado)

1. Legatura elastica (H4)

Una banderella elastica strangola la base dell’emorroide, che necrotizza e cade.
È rapida e non dolorosa.

2. Fotocoagulazione (H4)

Si utilizza raggi infrarossi o laser per coagulare i vasi e fissare le mucose al canale anale.

3. Scleroterapia (H4)

Si inietta una sostanza sclerosante che cicatrizza le vene coinvolte.

In sala operatoria

Tecniche principali

Le più usate sono:

  • Emorroidectomia aperta (Milligan-Morgan)
  • Emorroidectomia chiusa (Ferguson, Parks, Nivatongs-Annibali)
  • Mucoproctopessia circolare (Longo)

La tecnica aperta

Consiste nell’asportazione completa delle emorroidi, lasciando le ferite aperte per cicatrizzare da sole.

Dopo l’operazione

Dolore controllabile con analgesici, ma possibili fastidi post-operatori.

La mucoproassectomia

Cos’è

Tecnica recente che utilizza una suturatrice meccanica circolare per rimuovere tessuto in eccesso e riposizionare la mucosa.

Indicazioni

Ideale nei casi con:

  • piccoli disturbi emorroidari
  • prolasso mucoso moderato
  • necessità di recupero rapido

Vantaggi

  • Intervento rapido
  • Minore dolore post-operatorio
  • Ripresa più veloce

La tecnica chiusa

Obiettivo

Evitare i disagi post-operatori. Viene anestetizzata la zona con iniezione sopra la linea dentata, senza dolore per il paziente.

Procedura

Rimozione delle emorroidi con strumenti diversi o laser, sutura accurata e plastica del canale anale.

Tempi

40 minuti circa. Il paziente può alzarsi subito.

È indicata per

Persone anziane, debilitati o cardiopatici.

In pratica

Come comportarsi per stare meglio

  • Chi soffre di emorroidi deve correggere le abitudini intestinali.
  • Prevenire la stitichezza con una dieta ricca di fibre.
  • Bere liquidi regolarmente.
  • Svolgere attività fisica.
  • Evitare indumenti stretti.
  • Limitare spezie e alcolici.
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