Cisti fistole pilonidali

Cisti pilonidale: un pelo da snidare

Mi sono dovuto recare al pronto soccorso per un doloroso ascesso al fondoschiena, proprio alla fine della colonna dorsale. Chi mi ha inciso l’ascesso mi ha anche detto che, per eliminare definitivamente il problema, dovrò sottopormi a un secondo intervento. Di che si tratta?
(Q.R., Torino)

Che cos’è la fistola pilonidale

La fistola pilonidale è un piccolo tunnel sottocutaneo con un orifizio esterno che conduce all’interno.
Si parla invece di cisti pilonidale quando l’estremità profonda dell’orifizio presenta infiammazione acuta oppure secrezioni sierose o purulente.

L’orifizio si trova solitamente nella regione interglutea, lungo la piega sacrale.

Perché si forma: il ruolo dei peli

La cisti pilonidale è considerata una forma particolare della cosiddetta “malattia pilonidale”.
All’inizio compare una tumefazione dura, irritata e arrossata, che può evolvere in un piccolo rigonfiamento caldo e pulsante, colmo di pus: il classico ascesso pilonidale.

L’infiammazione nasce dalla combinazione tra le caratteristiche anatomiche dell’area e la presenza di peli che penetrano nella cute.
Il termine “pilonidale” deriva infatti da nidus pilorum, “nido di peli”.

Chi è più a rischio

La malattia pilonidale colpisce soprattutto:

  • uomini
  • tra i 15 e i 30 anni
  • soggetti con forte peluria
  • persone che trascorrono molto tempo sedute (es. camionisti, ciclisti)
  • individui con iper-sudorazione

In Italia si stimano circa 100.000 casi l’anno.
Dopo i 40 anni è una patologia rara.

Come nasce il problema (dal follicolo all’ascesso cronico)

Il processo inizia da un follicolo che si dilata, si infetta e può evolvere in:

  • microascesso acuto
  • fistola pilonidale
  • ascesso cronico

Il problema può estendersi nei tessuti sottocutanei fino all’osso sacro, creando complicazioni e ramificazioni del tramite fistoloso.

Il pericolo dell’infezione

Nel tempo la fistola pilonidale può infettarsi.
L’infezione porta alla formazione di un ascesso, cioè una tumefazione dolorosa, arrossata e piena di pus.

L’ascesso può:

  • rompersi spontaneamente
  • oppure richiedere una incisione chirurgica, che dà rapido sollievo

Dopo la fase acuta, i sintomi possono scomparire per settimane o mesi, ma la fistola rimane, e questo espone a recidive e nuove infezioni.

Trattamenti e interventi disponibili

1. Fase acuta: drenaggio o incisione

Per un ascesso pilonidale acuto l’unica terapia efficace è:

  • incisione chirurgica
  • oppure drenaggio ambulatoriale

2. Fase definitiva: rimozione dei tragitti fistolosi

Per risolvere definitivamente il problema, in genere è necessario un secondo intervento chirurgico, che rimuove:

  • i tragitti fistolosi
  • i tessuti infetti
  • i peli liberi intrappolati

La tecnica più usata prevede l’asportazione di un blocco di cute e sottocute fino all’osso sacro, con guarigione per seconda intenzione (ferita aperta che chiude gradualmente).

Esistono anche tecniche più moderne, come quelle “a scarto”, che riducono i tempi di recupero.

Tempi di guarigione e rischio di recidiva

La guarigione varia molto da persona a persona, ma richiede in genere settimane.
Il rischio di recidiva varia tra il 10% e il 40%, a seconda:

  • dell’estensione della fistola
  • della tecnica utilizzata
  • della predisposizione individuale

Come ridurre le recidive

  • Mantenere l’area perfettamente pulita
  • Evitare sudorazione e sfregamento prolungato
  • Rimuovere i peli nella zona
  • Controllare periodicamente la presenza di piccoli orifizi
  • Seguire le medicazioni indicate dal chirurgo
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